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Bob Whitehill

Bob WhitehillBob Whitehill
Stereoscopic Supervisor
Pixar Animation Studios

Bob Whitehill inizia la sua carriera ai Pixar Animation Studios nell’aprile del 2004. Dopo il lavoro come Layout Artist al film Cars, vincitore del Golden Globe, ha proseguito con quel ruolo al cortometraggio animato Pixar Lifted e al film, premiato con l’Oscar, Wal•E. Ha lavorato come Layout Supervisor a Mater and Ghostlight e a tre Cars Toons: Rescue Squad Mater, El Materdor e Mater the Greater. Attualmente, Whitehill è al lavoro come supervisore stereoscopico all produzione 3D del film Disney•Pixar Toy Story 3. Ha lavorato come supervisore stereoscopico al film Disney•Pixar appena uscito, Up e alla conversione in 3D di Toy Story e Toy Story 2. In qualità di supervisore stereoscopico, Whitehill stabilisce quanta profondità, o “effetto 3D” inserire in ogni scena della versione 3D del film. Il suo obiettivo principale è quello di creare un’esperienza visiva ricca e dimensionale che esprima al meglio la storia del film. Nel suo lavoro con i registi dei film, Whitehill stabilisce uno “script di profondità” per pianificare come usare il 3D nel corso della storia. Una volta che lo “script di profondità” è stabilito, lavora per assicurare la dimensionalità, la portata, e la consistenza della profondità della visione.

Prima di entrare alla Pixar, Whitehill aveva lavorato come artista e supervisore del layout a vari progetti PDI/Dreamworks, tra cui: Z la formica, Shrek, e Shrek 2. Una delle persone che ha influenzato il lavoro sul 3D di Whitehill è stato Peter Anderson, un veterano con 30 anni di lavoro nel 3D. Whitehill ha lavorato con Anderson al parco a tema Shrek 4D. Anche la passione e l’interesse di John Lasseter per il 3D hanno avuto una grande influenza sull’uso creativo del 3D nei film Pixar. Whitehill è cresciuto a San Matteo, in California, e ha frequentato l’Università di Harvard. Attualmente risiede a Oakland con la sua famiglia.

 

Storytelling tridimensionale

A partire dall’avvento delle arti visive, gli artisti hanno sviluppato tecniche per impregnare le loro immagini di emozione e narrazione. I pittori rinascimentali usavano luce dalle sfumature d’ambra per evocare intimità e calore. I fotografi usano lenti diverse per espandere o comprimere lo spazio intorno a un soggetto così da creare una sensazione di libertà o una di chiusura. I film maker fanno muovere personaggi e oggetti in direzioni diverse, o a diverse velocità, per riflettere il carattere e lo stato d’animo di un personaggio. Gli strumenti e le tecniche che si possono usare per influenzare il nostro rapporto con un personaggio sono innumerevoli. Ora, con l’aumentare dei cinema attrezzati, abbiamo espanso la ricerca di un altro potente strumento nell’arsenale dello storytelling visivo: il 3D. Come possiamo usarlo per sfruttare al massimo la sua potenzialità? Come andare oltre l’esperienza di scene 3D di montagne russe e di oggetti che volano fuori dalla schermo e procedere verso un uso più sottile, ma palpabile e artistico? Il 3D diventerà un elemento indispensabile di quasi tutti i film oppure continuerà a giocare un ruolo solo per certi specifici film? Usando esempi da Up, Toy Story, e Toy Story 2, il supervisore stereoscopico della Pixar, Bob Whitehill discuterà questi argomenti e parlerà dell’uso del 3D come strumento narrativo nei film Pixar.